Terapia Immaginativa

La terapia immaginativa è un metodo che mira all’interpretazione dei sogni ad occhi aperti. Questa terapia è indirizzata a chi vuole far luce sui conflitti della propria interiorità,e per allontanare pensieri negativi e ansie. Può essere utilizzata come metodo di contrasto per i primi sintomi di disturbi psicologici.

La struttura dell’immaginario si distingue in due livelli, il sogno notturno e l’attività immaginativa.

Il sogno notturno è un sogno spontaneo e inconscio che affiora dalla fase REM alla coscienza , in modo intermittente ,diversamente l’attività immaginativa è un sognare volontario e guidato tra sonno e veglia. L’ immaginare porta a una attivazione cerebrale identica a quella dell’agire, nel nostro cervello si forma lo stesso disegno di neuroni che trasmetterà quindi il medesimo impulso al sistema nervoso, che non distingue se una cosa è vera o immaginata. Dunque i sogni prodotti volontariamente hanno la stessa valenza dei sogni notturni.

Questa terapia è un altro modo di interrogare un paziente senza fare domande impostate,ma lasciando che la creatività immaginaria si manifesti tramite diversi metodi : l’autosuggestione ,la meditazione, la visualizzazione ,il lavoro di interpretazione sui sogni avvenuti e l’intuizione che hanno come fine ultimo l’ accesso all’inconscio tramite il linguaggio universale dei simboli.

terapia immaginativa Victor Nizovtsev Vitriolvm

La Psicoterapia immaginativa nasce nel 1920 dal lavoro di Robert Desoille ,il quale ideò il sogno da svegli guidato. In origine si praticava per far emergere il potenziale della personalità ,ma col tempo si scoprì che l’autosuggestione aveva un effetto terapeutico,ovvero riusciva ad eliminare sintomi psicopatologici.

“Il sogno ad occhi aperti, stato intermedio e moderato tra lo stato di veglia e lo stato di sonno, tra” il fisiologico “e” lo psichico “è, per definizione, il riflesso di questo serbatoio inesauribile dove l’uomo ha accumulato, dalla sua nascita, le sue angosce, i suoi timori, i suoi desideri, le sue esperienze, che rimangono, in ogni caso e di fronte al mondo esterno, i fattori determinanti del suo comportamento.”

Desoille

Sigmund Freud, non sempre ricorreva all’ipnosi, spesso nelle sue sedute di psicoanalisi ,applicava una leggera pressione sulla fronte del paziente per provocare fenomeni visivi,per acquisire materiale inconscio.

Car Gustav Jung descrive un immaginazione attiva come via di accesso alla mente, dove conscio ed inconscio si incontrano compiendo un integrazione.

“In essa infatti la personalità conscia con quella inconscia del soggetto confluiscono in un prodotto che è comune ad ambedue e che le unifica.”

Jung

Marie-Louise von Franz ,allieva storica di Jung, propose 4 fasi per promuovere questa terapia. La prima fase consiste nello sgombrare la mente per far si che la coscienza non disturbi il processo psichico.

“La coscienza interviene continuamente ad aiutare, correggere e negare, e in ogni caso non è capace di lasciare che il processo psichico si svolga indisturbato.”

Jung

La seconda fase consiste nel descrivere le immagini che ci suggerisce l’inconscio. La terza fase consiste nel riportare su carta o tramite discipline grafiche tutto ciò che ricordiamo dei sogni senza focalizzarsi sulla forma ma concentrandosi sul contenuto.

La quarta fase consiste nel confrontare onestamente tutto ciò che è stato precedentemente prodotto che rappresenta il nostro Io inconscio con l’Io reale.

Seduta: per prima cosa il paziente si distende cercando di rilassarsi ,iniziando il sogno da svegli. La terapeuta farà viaggiare la mente del paziente tra sogno e realtà tramite stimolazione verbale, musicale o visiva,dove descriverà ogni immagine riesca a cogliere ad occhi chiusi .Successivamente terapeuta annoterà i vari stati del paziente angosce ,paure,conflitti interiori. A fine seduta si discute di quanto è emerso per poter lavorare gradualmente sui sintomi primari,questo porta il paziente ad avere una piena consapevolezza di se.

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