MultisensorialMente

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"Il pensiero è oggi più che mai il capitale più prezioso per l'individuo e per la società".

Edgar Morin

EDGAR MORIN

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“C’è un’inadeguatezza sempre più ampia, profonda e grave tra i nostri saperi disgiunti, frazionati, suddivisi in discipline da una parte e realtà o problemi sempre più polidisciplinari, trasversali, multidimensionali, transnazionali, globali, planetari dall’altra.
In questa situazione diventano invisibili: gli insiemi complessi, le interazioni e le retroazioni tra le parti e il tutto, le entità multidimensionali, i problemi essenziali.
Di fatto l’iperspecializzazione impedisce di vedere il globale così come l’essenziale”.
Queste parole espresse dal sociologo francese Edgar Morin testimoniano la sua convinzione che la separazione delle discipline non permette di cogliere ciò che è tessuto insieme, il tutto.
Secondo Morin l’approccio riduzionista, o del vecchio paradigma, separa e spezza il mondo frazionandolo e riducendo la possibilità di comprensione e di riflessione del contesto.
Le scienze ecologiche, le scienze della terra, la cosmologia hanno invece prodotto la visione di un sistema complesso. Il nuovo pensiero per il III millennio è una conoscenza capace di superare l’isolamento e la separazione che caratterizza molti dei saperi della nostra epoca.
Morin suggerisce una ‘democrazia cognitiva’ che riformi il pensiero e che permetta ad ogni cittadino di incorporare (non di sommare) i vari saperi poiché la conoscenza non deve essere additiva, ma organizzatrice.
Nel testo “ I sette saperi necessari all’educazione” Morin ci offre alcuni criteri per comprendere la sfida della complessità:

La cecità della conoscenza: l’errore e l’illusione. E’ sorprendente che l’educazione, che mira a comunicare le conoscenze, sia cieca su ciò che è la conoscenza umana, i suoi dispositivi, le sue illusioni. E’ necessaria una conoscenza della conoscenza.
I principi di una conoscenza pertinente. E’ necessario promuovere una conoscenza capace di cogliere i problemi globali e fondamentali per iscrivere in essi le conoscenze parziali e locali. Collegare tra loro le diverse discipline in un tutto. E’ necessario insegnare i metodi che permettono di cogliere le mutue relazioni e le influenze reciproche tra le parti e il tutto.
Insegnare la condizione umana. L’essere umano è nel contempo fisico, biologico, psichico, culturale, sociale, storico. E’ necessario riconoscere l’unità e la complessità dell’essere umano.
Insegnare l’identità terrestre. Insegnare il destino planetario del genere umano iniziato nel XVI sec. poiché tutte le parti del mondo sono divenute inter-dipendenti.
Affrontare le incertezze. Le scienze ci insegnano le incertezze, noi dobbiamo insegnare le strategie che permettono di affrontare i rischi, l’inatteso e l’incerto educando l'. Euripide diceva: L’atteso non si compie, all’inatteso un Dio apre la via. Abbandonare le concezioni deterministe della storia umana.
Insegnare la comprensione. E’ il mezzo e il fine della comunicazione umana, ce lo chiede il Pianeta.
L’etica del genere umano. L’insegnamento deve produrre un antropo-etica capace di riconoscere il carattere ternario della condizione umana, che consiste nell’essere contemporaneamente: individuo, specie e società.

Libri consigliati:

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Educare gli educatori

Edgar Morin
Edup | 2002





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I sette saperi necessari all'educazione del futuro

Edgar Morin
Cortina Raffaello| 2001





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La testa ben fatta

Edgar Morin
Cortina Raffaello| 2000





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